Agorà Pharma: quando il FemTech rompe il silenzio sul dolore femminile

A cura di Nadia Procopio – Founder & Life Coach @Sheshinex Tra le interviste che sto realizzando per Future in Progress: Fostering Innovation, il progetto di PQE Group dedicato a raccontare le realtà che stanno rivoluzionando il mondo healthcare, ho deciso di approfondire il ruolo del FemTech come forza di cambiamento reale. È in questo percorso di esplorazione tra innovazione e impatto sociale che ho incontrato Agorà Pharma S.r.l., una startup italiana che sta dando voce a una delle aree più trascurate della salute: il benessere intimo femminile. In Italia e nel mondo esiste ancora un enorme divario nella ricerca e nella cura delle problematiche intime femminili. Disturbi come vulvodinia, vaginismo, dolore pelvico cronico e dispareunia sono condizioni che impattano la vita di milioni di donne, ma troppo spesso vengono normalizzate, fraintese o liquidate come “stress” o “psicosomatiche”. Durante la mia intervista con Camilla Taglietti, cofondatrice di Agorà Pharma, ho compreso quanto questo silenzio abbia un costo emotivo e sociale enorme. Agorà Pharma è una giovane realtà italiana nata nel 2019 che si è posta un obiettivo coraggioso: restituire voce e soluzioni concrete al benessere intimo femminile. Un problema reale, ignorato troppo a lungo Più del 50% delle donne sperimenta almeno una volta nella vita una problematica intima. Alcune sono transitorie, altre sono malattie croniche e invalidanti. La vulvodinia, ad esempio, colpisce una donna su sette. Per anni non ha avuto un nome, una diagnosi, tantomeno risposte mediche efficaci. Convivere con il dolore è diventata quasi “una condanna silenziosa”. “Il dolore non è mai normale. Il problema è che alle donne viene insegnato a resistere e non a chiedere aiuto”– mi ha detto Camilla durante il nostro confronto. La risposta di Agorà Pharma: scienza, natura e innovazione Agorà Pharma ha lanciato Edonelle, una linea di prodotti per il benessere intimo femminile a base di CBD (cannabidiolo) e attivi botanici scientificamente studiati. Il CBD, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, non ha alcun effetto psicotropo: è un attivo funzionale con proprietà antinfiammatorie, analgesiche e miorilassanti. Questa molecola ha già dato risultati importanti in ambito osteoarticolare e ora si sta rivelando preziosa anche nel trattamento di dolore pelvico cronico, ipertonono del pavimento pelvico, irritazioni intime e vestibolite. Ciò che colpisce di Agorà è il metodo: niente improvvisazioni. Solo ricerca clinica, studi e collaborazione con ginecologi e fisioterapisti specializzati. Nessuna promessa vuota, solo rigore e concretezza. Una startup, una missione: cambiare cultura e medicina Quello di Agorà Pharma non è solo un progetto imprenditoriale. È un movimento culturale. Significa dire ad alta voce ciò che per anni è stato sussurrato nel privato: la salute intima femminile è salute a tutti gli effetti. Ed è qui che Agorà Pharma entra nel cuore del #FemTech, il settore in rapida crescita che sta rivoluzionando il modo in cui tecnologia e scienza si mettono al servizio del corpo femminile. “Noi vogliamo dare alle donne la possibilità di non sentirsi più sole, di non doversi vergognare. Parlare di salute intima non è tabù: è diritto e dignità.” Perché questa storia conta Questa non è solo la storia di una startup. È la storia di un cambiamento necessario. Di un nuovo modo di ascoltare la salute delle donne. Di una visione che unisce ricerca, etica e impatto sulla vita reale. Agorà Pharma dimostra che il futuro della salute femminile non è un argomento “di nicchia”. È un tema scientifico, economico e sociale. Ed è finalmente una priorità. Se vi occupate di innovazione, salute, impatto sociale o empowerment femminile, tenete d’occhio Agorà Pharma. Non stanno costruendo solo una linea di prodotti: stanno costruendo una rivoluzione culturale! Che l’amore faccia bene è risaputo, ma se l’amore facesse anche del bene?
Pausetiv trasforma la menopausa in un percorso di cura personalizzato

A cura di Nadia Procopio – Founder & Life Coach @Sheshinex La metà della popolazione mondiale attraverserà la menopausa, eppure troppe donne arrivano a questa fase senza informazioni affidabili e senza un supporto clinico adeguato. Pausetiv nasce qui: una piattaforma digitale con supporto medico integrato e protocolli validati, pensata per riportare scienza, velocità e personalizzazione al centro della salute femminile. Alla guida, Clarice Pinto, che ha trasformato un’esperienza personale in una missione imprenditoriale per cambiare la narrativa su uno dei momenti più sottovalutati nella vita di una donna. Il problema (e lo stigma) Tutto è emerso nel corso dell’intervista Future in Progress: fostering innovation di PQE Group, dove abbiamo esplorato insieme a Clarice Pinto, fondatrice di Pausetiv, una realtà che sta riscrivendo il modo in cui guardiamo alla menopausa. Dalle sue parole è emerso un quadro ancora poco conosciuto e spesso ignorato: nel mondo oltre un miliardo di donne vive questa fase, ma solo una su quattro riceve un trattamento o un supporto adeguato. Non si tratta soltanto di un tema medico, ma di un fenomeno culturale e sistemico. Meno di un terzo dei ginecologi dichiara una preparazione specifica, e questo si traduce in diagnosi tardive, sintomi confusi con altre patologie e percorsi terapeutici frammentati. A tutto ciò si somma un forte stigma sociale, che fa sì che di menopausa si parli ancora troppo poco — come se fosse un argomento da evitare. Le conseguenze sono evidenti: le donne arrivano impreparate, spesso senza punti di riferimento, e trovano medici che non sempre hanno strumenti o tempo per ascoltarle. Ho scoperto quasi per caso di essere in perimenopausa e mi ha colpito quanto fosse difficile trovare informazioni chiare e basate su evidenze racconta Clarice. Da quell’esperienza personale nasce l’idea di colmare un vuoto enorme: costruire una piattaforma che riporti la menopausa al centro del discorso medico e sociale, restituendo alle donne conoscenza, voce e cura personalizzata. La soluzione di Pausetiv Pausetiv è la prima piattaforma digitale italiana dedicata alla menopausa con supporto medico integrato. Combina consulenze specialistiche, protocolli clinici validati e un’app che consente di monitorare i sintomi nel tempo, offrendo così una visione completa e dinamica del percorso di salute. L’obiettivo è duplice: fornire alle donne informazioni affidabili e ai medici strumenti più rapidi ed efficaci per arrivare alla diagnosi. Il tutto sostenuto da un protocollo clinico multidisciplinare, validato da un comitato di ginecologi, endocrinologi, nutrizionisti e medici dello sport. La tecnologia consente di automatizzare parte dei processi, velocizzando l’anamnesi e liberando il medico per concentrarsi sul valore clinico, mentre la paziente accede a un servizio più efficiente e personalizzato. La raccolta dei dati – gestita in totale conformità con il GDPR e con un approccio di privacy by design – rappresenta la base per un futuro di maggiore personalizzazione e per nuovi studi clinici sulla salute femminile, ancora oggi troppo poco esplorata. dal sito pausetiv.com Dal lancio alla validazione sul campo Il 15 settembre 2025 segna il lancio ufficiale della piattaforma, frutto di oltre un anno e mezzo di lavoro tra sviluppo tecnologico, validazione scientifica e adeguamento normativo. È un momento di entusiasmo ma anche di ascolto. Siamo consapevoli che stiamo entrando in un territorio ancora inesploratoe per questo affrontiamo questa fase con molta umiltà. Ora vogliamo testare, validare e migliorare insieme alle donne L’approccio di Pausetiv è infatti collaborativo: le utenti vengono coinvolte attivamente per co-costruire il servizio, segnalare bisogni e suggerire miglioramenti. A poche settimane dal debutto, oltre 160 donne avevano già richiesto di partecipare alla fase iniziale del percorso, un segnale di quanto fosse urgente uno spazio dedicato, scientifico e accogliente sulla menopausa. L’impatto economico e sociale Ignorare o sottovalutare la menopausa ha un costo enorme, non solo per le singole donne ma per la società nel suo complesso. Le stime parlano di oltre 150 miliardi di dollari l’anno di spesa sanitaria globale, dovuti a diagnosi errate, esami ripetuti e trattamenti non mirati. Ma il prezzo più alto lo si paga in termini di benessere e produttività. Durante la transizione menopausale, molte donne sperimentano sintomi come insonnia, nebbia mentale o vampate di calore che compromettono concentrazione e performance lavorativa. Secondo i dati, il 10% delle donne lascia il lavoro e un ulteriore 20% valuta di farlo perché non riesce a gestire i sintomi. Una perdita di talenti, competenze ed esperienza che pesa sia sulle aziende che sull’economia. A questo si aggiunge l’impatto a lungo termine sulla salute: senza trattamenti adeguati aumentano i rischi di osteoporosi, diabete, demenza e malattie cardiovascolari. Pausetiv si inserisce proprio qui, come strumento concreto per ridurre questo impatto, migliorando la qualità della vita e creando valore sociale ed economico. dal sito pausetiv.com Visione e futuro L’obiettivo di Pausetiv è chiaro: diventare un punto di riferimento nella gestione della menopausa, in Italia e all’estero. Partendo dall’ascolto e dai bisogni reali delle donne, Clarice Pinto e il suo team stanno costruendo un modello che unisce rigore scientifico, tecnologia utile e attenzione umana. La visione a cinque anni guarda già oltre i confini nazionali, verso mercati come il Brasile e altri Paesi ancora privi di un ecosistema #FemTech maturo. Con una missione ambiziosa: trasformare la menopausa da momento di declino a opportunità di rinascita. Perchè questa storia conta Pausetiv nasce per colmare tre vuoti storici della salute femminile: informazione, accesso e standardizzazione della cura. Lo fa con un modello che combina medicina basata su evidenze, tecnologia sicura e cultura dell’ascolto. Cambiare la narrativa sulla menopausa significa migliorare la qualità della vita di milioni di donne, promuovere inclusione nei luoghi di lavoro e favorire la prevenzione delle malattie croniche. È un esempio di innovazione femminile ad alto impatto, che mette la scienza al servizio del benessere reale.
Identità e comportamento: le etichette che non accettiamo (e che non dovremmo mai appiccicare)

A cura di Nadia Procopio – Founder & Life Coach @Sheshinex Come distinguere chi siamo da ciò che facciamo può migliorare la nostra comunicazione ed il nostro benessere Etichette: quando ti definiscono senza conoscerti Quante volte ti sei sentita frustrata per essere stata etichettata da qualcuno?Magari da una persona importante per te, che in quel momento ha provato a raccontarti chi sei, attraverso uno sguardo limitato, basato su un singolo comportamento.Parole come “sei antipatica”, “sei cattiva”, “sei insopportabile”. E chissà quante altre potremmo elencarne insieme. Senza nemmeno accorgertene, quelle parole hanno attivato dentro di te emozioni profonde, riaccendendo una cicatrice neurale: quella sensazione che riaffiora ogni volta che vieni giudicata per ciò che “sei”, invece che per ciò che “hai fatto”. Ribalta la prospettiva: lo hai mai fatto anche tu? Ho iniziato con questo esempio per farti immedesimare nella parte offesa. Ora però ti chiedo di cambiare punto di vista.Ti è mai capitato, in un momento di rabbia o stanchezza, di dire a qualcuno: “Sei proprio pesante!”“Non capisci niente!”“Sei un ingrato!” Senza volerlo, anche tu hai usato il verbo essere per definire qualcuno.Ma cosa avrà percepito quella persona? Quale ferita, magari invisibile, avrà riattivato in lei? Identità e comportamento: due piani diversi L’identità riguarda chi siamo, mentre il comportamento è ciò che facciamo in un momento specifico, condizionato da moltissimi fattori, quali ad esempio: lo stato emozionale e fisico, l’ambiente in cui ci troviamo, la percezione soggettiva della relatà, convizioni e credenze che ci influenzano e molti altri ancora. Mescolare questi due livelli può generare incomprensioni, ferite, senso di inadeguatezza. Etichettare una persona significa bloccare un potenziale di cambiamento.Significa non lasciare spazio all’evoluzione. E a volte, pur senza rendercene conto, può diventare una forma di manipolazione o disconnessione. Allenati a usare il linguaggio con più consapevolezza Pensa a questi esempi: Una persona non è diabetica. Ha il diabete. Ancora: Tuo/a figlio/a non è un asino se non ha studiato per un’interrogazione. Ha avuto un comportamento non preparato e ne va compreso il contesto. Hai mai sentito parlare dell’effetto Pigmalione? È il fenomeno per cui le persone tendono ad agire in linea con le aspettative che gli altri nutrono su di loro.Se qualcuno ti ripete che “sei sbagliata”, inizierai forse a crederci. E ad agire di conseguenza. Il mio consiglio è: prova a sostituire il verbo essere con il verbo fare, soprattutto quando vuoi dare un feedback. Aiuta a creare spazio, possibilità e dialogo. “Hai agito con leggerezza oggi” è diverso da “Sei sempre superficiale”; “Ti sei comportata in modo egoista” lascia aperta la porta al cambiamento. “Sei egoista”, la chiude. Scegli dunque parole che permettano all’altro di vedere il comportamento, non una sentenza sulla sua identità. Ricorda: Le parole creano la realtà. Allenati ogni giorno a distinguere tra chi sei e ciò che fai. Inoltre fai lo stesso con chi ti sta accanto. L’identità va custodita, non giudicata. Il comportamento può essere osservato e trasformato. L’identità va custodita, non giudicata. Il comportamento può essere osservato e trasformato. Etichettare è facile. Comprendere richiede presenza. Proprio nella presenza, nasce la connessione.
