Tu non sei i tuoi pensieri. Sei la donna che può trasfomarli.

A cura di Nadia Procopio – Founder & Life Coach @Sheshinex Quanti momenti di confronto viviamo durante la nostra vita? Spesso ci accade che, in qualsiasi ruolo stiamo vivendo, iniziamo a discutere per come “vediamo” certe cose o per come “pensiamo” di interpretare una determinata situazione. Dalle banalità alle questioni molto più serie. Questo accade perché ognuna di noi ha una percezione diversa della realtà. Una realtà che, di fatto, è relativa e soggettiva: cambia in base a chi la osserva. Un paio di scarpe, mille visioni Ma allora, perché, se vi chiedessi di immaginare un bel paio di scarpe per uscire la sera e di descrivermele, sicuramente mi parlereste di scarpe, sì, ma ognuna di voi in modo diverso? C’è chi immaginerebbe un paio di décolleté con il tacco a spillo, chi stivaletti di vernice con un tocco rock, chi invece sandali dorati dallo stile più romantico. Com’è possibile che, parlando dello stesso concetto – “scarpe da sera” – le descrizioni siano così differenti? La mappa non è il territorio Addentrandoci nella PNL e nelle sue presupposizioni di base, cito la seguente per darvi una risposta: “La mappa non è il territorio.” In parole semplici, significa che il nostro punto di vista (la mappa) potrebbe non corrispondere alla realtà esterna (il territorio). Chi ha ragione? Chi ha torto? Ecco perché, quando interagiamo e ci confrontiamo con gli altri, è fondamentale ricordare che ognuno può vedere le cose in modo diverso. La mente di ciascuno tende a trasformare la propria mappa nella realtà assoluta. In altre parole, vogliamo avere ragione a tutti i costi. Ma in fondo, dove sta il giusto e dove lo sbagliato? Chi ha davvero ragione? E chi ha torto? Comprendere questa presupposizione sarebbe già sufficiente per rivoluzionare la propria vita. Verso relazioni più autentiche Significherebbe iniziare a vivere con maggiore consapevolezza, riducendo i conflitti e sviluppando atteggiamenti di accettazione e comprensione verso gli altri e verso noi stesse. Accettare il fatto che esistono punti di vista diversi dal nostro – tutti, in ogni caso, degni di accoglimento, ascolto e rispetto – è il primo passo verso relazioni più autentiche, e una vita più serena. Tutto parte dall’idendità Ma perchè tutto questo accade?La risposta sta in una parola: identità. L’identità di ognuna di noi è il risultato della programmazione che abbiamo ricevuto sin dal primo giorno della nostra esistenza. E’ una costruzione fatta del luogo in cui siamo nate e cresciute, del modo in cui siamo state educate e soprattutto dalle esperienze vissute – in particolare quelle più significative. Emozioni e percezione Inoltre, l’acquisizione delle informazioni avviene attraverso i nostri cinque sensi e ognuna di noi ha un canale preferenziale o dominante, che guida la percezione. Ma c’è di più: la codifica di come percepiamo il territorio, cioè la realtà esterna, viene continuamente influenzata da filtri interni: credenze, valori, convinzioni, emozioni. E non solo! Ciò che vediamo, sentiamo o percepiamo viene interpretato in modo diverso a seconda dello stato emotivo in cui ci troviamo. Questo significa che, la stessa situazione può sembrarci meravigliosa, neutra oppure minacciosa solo in base a come ci sentiamo in quel momento. Ecco perchè la nostra rappresentazione della realtà è sempre filtrata, alterata e quindi soggettiva. Reagisci alla realtà o alla tua mappa? Se ti stai domandando come si potrebbe applicare questa presupposizione nella vita quotidiana per ridurre i conflitti, il mio consiglio è di iniziare ad osservare le situazioni di tutti i giorni chiedendoti: “Sto reagendo al territorio….o alla mia mappa?”. Fermati anche un solo istante, nel mezzo a una discussione o di un pensiero automatico. Può cambiare tutto. Allenati ogni giorno tra ciò che è e ciò che interpreti: questo sarà il primo passo per sentirti più libera, autentica e consapevole. Ricorda: Tu non sei i tuoi pensieri.Sei la donna che può trasformarli. E quando scegli di farlo con amore verso te stessa e verso gli altri, ogni percezione si espande, la tua mappa si colora e la tua realtà si riscrive con nuove possibilità.
Identità e comportamento: le etichette che non accettiamo (e che non dovremmo mai appiccicare)

A cura di Nadia Procopio – Founder & Life Coach @Sheshinex Come distinguere chi siamo da ciò che facciamo può migliorare la nostra comunicazione ed il nostro benessere Etichette: quando ti definiscono senza conoscerti Quante volte ti sei sentita frustrata per essere stata etichettata da qualcuno?Magari da una persona importante per te, che in quel momento ha provato a raccontarti chi sei, attraverso uno sguardo limitato, basato su un singolo comportamento.Parole come “sei antipatica”, “sei cattiva”, “sei insopportabile”. E chissà quante altre potremmo elencarne insieme. Senza nemmeno accorgertene, quelle parole hanno attivato dentro di te emozioni profonde, riaccendendo una cicatrice neurale: quella sensazione che riaffiora ogni volta che vieni giudicata per ciò che “sei”, invece che per ciò che “hai fatto”. Ribalta la prospettiva: lo hai mai fatto anche tu? Ho iniziato con questo esempio per farti immedesimare nella parte offesa. Ora però ti chiedo di cambiare punto di vista.Ti è mai capitato, in un momento di rabbia o stanchezza, di dire a qualcuno: “Sei proprio pesante!”“Non capisci niente!”“Sei un ingrato!” Senza volerlo, anche tu hai usato il verbo essere per definire qualcuno.Ma cosa avrà percepito quella persona? Quale ferita, magari invisibile, avrà riattivato in lei? Identità e comportamento: due piani diversi L’identità riguarda chi siamo, mentre il comportamento è ciò che facciamo in un momento specifico, condizionato da moltissimi fattori, quali ad esempio: lo stato emozionale e fisico, l’ambiente in cui ci troviamo, la percezione soggettiva della relatà, convizioni e credenze che ci influenzano e molti altri ancora. Mescolare questi due livelli può generare incomprensioni, ferite, senso di inadeguatezza. Etichettare una persona significa bloccare un potenziale di cambiamento.Significa non lasciare spazio all’evoluzione. E a volte, pur senza rendercene conto, può diventare una forma di manipolazione o disconnessione. Allenati a usare il linguaggio con più consapevolezza Pensa a questi esempi: Una persona non è diabetica. Ha il diabete. Ancora: Tuo/a figlio/a non è un asino se non ha studiato per un’interrogazione. Ha avuto un comportamento non preparato e ne va compreso il contesto. Hai mai sentito parlare dell’effetto Pigmalione? È il fenomeno per cui le persone tendono ad agire in linea con le aspettative che gli altri nutrono su di loro.Se qualcuno ti ripete che “sei sbagliata”, inizierai forse a crederci. E ad agire di conseguenza. Il mio consiglio è: prova a sostituire il verbo essere con il verbo fare, soprattutto quando vuoi dare un feedback. Aiuta a creare spazio, possibilità e dialogo. “Hai agito con leggerezza oggi” è diverso da “Sei sempre superficiale”; “Ti sei comportata in modo egoista” lascia aperta la porta al cambiamento. “Sei egoista”, la chiude. Scegli dunque parole che permettano all’altro di vedere il comportamento, non una sentenza sulla sua identità. Ricorda: Le parole creano la realtà. Allenati ogni giorno a distinguere tra chi sei e ciò che fai. Inoltre fai lo stesso con chi ti sta accanto. L’identità va custodita, non giudicata. Il comportamento può essere osservato e trasformato. L’identità va custodita, non giudicata. Il comportamento può essere osservato e trasformato. Etichettare è facile. Comprendere richiede presenza. Proprio nella presenza, nasce la connessione.
Mente e corpo: binomio imprescindibile per generare uno stato performante

A cura di Nadia Procopio – Founder & Life Coach @Sheshinex Quando mente e corpo sono in armonia, ogni donna può dare il meglio di sé in ogni ruolo che vive. Tutte noi viviamo momenti “up” e momenti “down” nella nostra vita — e spesso anche semplicemente durante una singola giornata.È proprio nei picchi più bassi che a volte ci sentiamo perse e non comprese, come avvolte da un’energia negativa, in un turbinio disfunzionale che ci impedisce di performare come vorremmo. Mente e corpo: un sistema unico da conoscere e allenare E se vi dicessi che possiamo imparare a gestire e persino a plasmare questi momenti?Avete mai sentito la frase “mente e corpo fanno parte dello stesso sistema”? Questo è uno degli assiomi più importanti della PNL (Programmazione Neuro-Linguistica): il punto di partenza per comprendere che possiamo essere le artefici del nostro benessere psico-fisico ed emozionale. Un benessere che ci permette di contribuire non solo alla nostra salute, ma anche alla nostra evoluzione personale, generando stati emotivi più funzionali e diventando così più proattive e performanti nei ruoli che ricopriamo: che tu sia figlia, madre, moglie, imprenditrice o altro, la chiave è diventare la tua migliore alleata. Solo noi stesse possiamo essere fautrici delle nostre performance, e quindi del nostro successo. La mente, il corpo e persino l’ambiente in cui viviamo sono profondamente interconnessi al nostro sentirci in salute. Pensate a quando vi sentite “in forma”: non è forse in quei momenti che riusciamo a generare pensieri ed emozioni più positive? Ecco perché è fondamentale pulire e nutrire la mente, proprio come facciamo con il corpo, per renderci più resilienti e performanti. Mente e corpo lavorano all’unisono: sono due facce della stessa medaglia, componenti fondamentali dello stesso sistema, che si influenzano reciprocamente. Salute emotiva e intestino: il legame invisibile Un esempio più complesso ma strabiliante?Pensate al vostro intestino. È uno degli organi più importanti che abbiamo, sede di un vero e proprio centro emozionale. Le sue pareti sono composte da enzimi che comunicano con il nostro sistema nervoso attraverso il nervo vago, una “diramazione” del cervello che si connette anche al sistema immunitario. Quando parliamo di infiammazione intestinale, non ci riferiamo solo al semplice gonfiore, ma a un’infiammazione delle pareti che, se non gestita, può diventare cronica. In questo caso, il naturale scambio di informazioni tra corpo e mente (“bottom-up” e “top-down”) si interrompe, creando squilibri che impattano sulla nostra salute emotiva e fisica. Diventa la tua prima alleata: un piccolo gesto quotidiano per ritrovare equilibrio Ora che siete consapevoli che mente e corpo sono parte dello sistema, avete compiuto il primo passo per prendervi cura di voi stesse in modo più profondo ed intenzionale. Ma da dove inziare, concretamente? Il mio consiglio è molto semplice ma ti aiuterà nella tua trasformazione verso la parte migliore di te: crea uno spazio quotidiano solo tuo, anche di pochi minuti, in cui puoi ascoltare ciò che il tuo corpo e la tua mente ti stanno comunicando. Può essere una camminata senza distrazioni, una respirazione consapevole, una seduta di yoga, una breve journaling session oppure un semplice gesto di cura come quello di bere una tisana sorseggiata in silenzio. L’importange che sia regolare e solo tuo. Questi brevi ma intensi momenti ti aiuteranno a riconnetterti con te stessa, a percepire i segnali sottili del tuo corpo e a dare spazio ad emozioni e pensieri senza alcun giudizio. E da lì che nasce l’equilibio, che ritrovi il tuo stato e la tua forza. Ricorda: non esiste performance senza presenza. E la presenza inizia dalla connessione profonda con il tuo sistema mente-corpo.
